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Arisa parla del suo seno su Instagram e ci regala l’ennesima lezione di Body Positivity

Che Arisa fosse una paladina della Body Positivity è chiaro da tempo. L’abbiamo vista ridere dei suoi “difetti”, raccontarli, parlare apertamente di quanto ne soffrisse. Ma anche di come abbia imparato a piacersi e ad accettarsi. L’ultimo traguardo? Arisa ha mostrato il seno e le sue smagliature su Instagram.

«Quando ero piccola il mio seno era un grande problema». Arisa esordisce così, su Instagram, nella caption a corredo di un post che mostra il suo seno in primo piano. Un’affermazione in cui qualsiasi donna può facilmente ritrovarsi. Troppo poco, troppo abbondante, non abbastanza tonico:   sentirsi adeguate e apprezzare il proprio décolleté non è sempre facile. Specialmente in una società dove il giudizio sul corpo delle donne è all’ordine del giorno e il seno un simbolo di sessualità e sessualizzazione della fisicità femminile. Ecco perché Arisa è, ancora una volta, l’esempio da seguire. «Stasera mi guardavo allo specchio e pensavo a quanto mi piace adesso. È meno tonico di quando avevo 20 anni, e ha qualche smagliatura che adesso trovo deliziosa». Pura Body Positivity.

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Arisa su Instagram, la percezione del seno e perché non dovrebbe essere un problema

Accettare il proprio seno non è facile, specialmente durante l’adolescenza. Avere il seno, infatti, è il primo incontro con la sessualità, la sensualità e la sessualizzazione del corpo femminile e può essere difficile affrontare il proprio essere donne. Il risultato? Postura curva e vestiti larghi. E un atteggiamento verso il proprio corpo che ricorda le insicurezze di Giulia Stabile di Amici 20. Molto diversa è la vergogna che si prova per il proprio seno, la stessa di cui parla Arisa nel suo post. Il falso mito che “il seno perfetto stia in una coppa di champagne” è irrealistico e non tiene conto della complessa diversità del corpo di ogni donna, delle molteplici forme e misure del seno. Della normalità nella diversità. Senza dimenticare i canoni impossibili imposti dalla società, dalla tv e dalle immagini su Instagram. Un insieme di preoccupazioni e paure che Arisa sembra aver trovato il modo di affrontare, forse fornendo una soluzione anche per noi. «Ho imparato dalla mia storia precedente che i complimenti non vanno rifiutati». Insomma, lasciarsi amare per quelle che siamo per poter amare a nostra volta. Il nostro corpo e anche gli altri. «Sentirmi apposto mi fa sentire più sicura di amarmi e di amare».

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Il problema della rappresentazione del seno

Non si tratta, però, solo di accettare il proprio seno. Perché ancora nel 2021 - nonostante sia il 2021 - i condizionamenti riguardanti come dovrebbe essere il décolleté e come mostrarlo, quando e a quali condizioni è ancora un’imposizione della società. La triste realtà, infatti, è che il corpo della donna è ancora oggetto di dibattito e lo confermano piccolissimi gesti come la censura, su Instagram, dei contenuti dove si vedono dei capezzoli. Rigorosamente femminili, naturalmente. O lo sdegno negli sguardi di chi osserva una donna allattare un bambino. O il problema rappresentato dal portare una maglietta senza reggiseno. Un mondo di piccole battaglie da combattere e che riguardano una delle caratteristiche fisiche più squisitamente femminili. E se il movimento #FreeTheNipples o le lotte delle studentesse americane contro i dress code delle scuole, restrittivi con le ragazze, ma non con i ragazzi, non sono sufficienti, forse l’unica cosa da fare è seguire il consiglio di Arisa e godersi il momento. «Tempo bello da passare con le amiche , persone di famiglia, gente con cui ci si trova bene. Il tempo che stringe, abbine cura. C’è tanto da vivere». Ma anche andare oltre tutte le convenzioni, le consuetudini e il perbenismo con un pizzico di impertinenza. Non per niente, Arisa conclude il post con un retorico «Vi piacciono le mie tette?». 

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