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Autoabbronzanti: come si usano per evitare errori

Dalla scelta ai consigli di applicazione: tutto ciò che c'è da sapere sull'abbronzatura senza sole

Dimentica l'antiestetico effetto giallo o arancione: gli autoabbronzanti si sono evoluti sia nella texture che nella formulazione.

Se stai pensando di colorarti viso e corpo con l'abbronzatura artificiale a colpi di creme, tieni a mente queste parole chiave:

- zero odore;

- antimacchia;

- abbronzatura progressiva e modulabile, simile a quelle naturale;

- facilità di stesura;

- velocità di assorbimento;

- confort e idratazione;

- durata del colore fino a 4 giorni dall'applicazione.

E adesso sfoglia la gallery per scoprire tutti i nostri consigli!

Prodotti con nuove formulazioni

Nuove texture per un prodotto più antico di quello che si pensi

Ne è passato di tempo da quando l'autoabbronzante è stato inventato: erano gli anni '20 e l'abbronzatura era ancora considerata appannaggio dei ceti bassi. Oggi sul mercato ci sono prodotti per tutti i gusti ed esigenze: gel, crema, spray, salvietta, latte. Va scelto in base al tipo di pelle e al tempo a disposizione, per curare l'abbronzatura artificiale. Al pari di quella naturale, infatti, se non più, ha bisogno di cure costanti per evitare che il colore dorato resti a mano a mano che la pelle vada incontro al ricambio cellulare naturale.

La sostanza comunemente utilizzata negli autoabbronzanti è l‘Idrossiacetone (DHA) che si lega alle proteine dello strato corneo e dà luogo alla reazione chimica che induce la colorazione cutanea. Venne scoperto casualmente nel 1920 quando era utilizzato come dolcificante nelle diete per diabetici. Si notò che lo zucchero, che arrivava alla pelle tramite la saliva, conferiva all’epidermide un color bronzo impossibile da rimuovere con acqua.

Come si applica l'autoabbronzante

La corretta applicazione

Si preleva poco prodotto per volta. Sulle zone dove il colore tende ad accumularsi di più è meglio sfumare il prodotto avanzato sulle mani piuttosto che applicare una nuova dose di prodotto.

Sul viso: è importante "tirare" perfettamente il prodotto, sfumando verso l’esterno come se si stesse applicando un fondotinta.

Sul corpo: alla fine dell’applicazione sfumare le zone a rischio di accumulo di colore (gomiti, ginocchia, dita dei piedi, zona naso-labiale, attaccatura delle orecchie) con l’aiuto di un dischetto di cotone leggermente inumidito.

Infine lavare bene le mani per evitare che il palmo si colori e attendere che il prodotto sia perfettamente assorbito e asciugato prima di rivestirsi.

Mai più quell'odore metallico sgradevole

Sempre più profumati

Le prime formule di self tan avevano un inconveniente: la pelle acquisiva un odore metallico spiacevole. In seguito l’aggiunta di ciclodestrine, cioè molecole che racchiudono il DHA e lo veicolano nella pelle, ha eliminato il problema.

Colore giallo: come evitarlo?

Il giallo è solo un ricordo

Anche questo era un effetto collaterale delle prime formule. Poi è stato inserito l’eritrulosio, uno zucchero che crea una tonalità rosata e riduce la sfumatura gialla.

Secondo i chimici, la tinta arancione può essere dovuta al fatto che si usa un autoabbronzante con una percentuale di DHA troppo elevata per il proprio tipo di pelle.

Vuoi sapere se è il prodotto giusto per te? Applica una piccola quantità di autoabbronzante per capire come reagisce la tua epidermide. Oppure usa prodotti che contengono anche del pigmento verde che contrasta l’arancio.

Per contrastare le macchie

Macchie a pelle di leopardo: sono solo un ricordo

Oltre a contrastare l’effetto arancione, l'eritrulosio, ha un rilascio ritardato, così il cosmetico viene assorbito in modo graduale e omogeneo, e si evita la formazione di macchie.

In genere, il massimo del colore si ottiene dopo 5-6 ore. E se preferisci diventare più scura, puoi applicare una seconda volta il selftan, o passarlo sulle zone rimaste più chiare.

Errori da evitare

Selftan ed errori da evitare

- Applicare l'autoabbronzante senza prima aver esfoliato viso e corpo. La modalità sceglila tu: se preferisci il gommage, il guanto di crine o le spazzole con setole naturali.

- Far precedere l'autoabbronzante dalla crema idratante: è sbagliato perché interferisce con l’assorbimento del DHA, facendo da barriera tra l’autoabbronzante e lo strato superiore della pelle e riducendo così l’effetto abbronzatura artificiale. L'idratante andrà applicato il giorno dopo.

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dmbeauty

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