Brufoli dopo i 30

Pensavi di aver chiuso con il problema brufoli da molti anni. Invece, eccoti sulla soglia dei quaranta, con il viso ricoperto di imbarazzanti foruncoli.

«L’acne tardiva è un disturbo sempre più frequente» commenta Rossana Capezzera, fotodermatologa dell’associazione Donne dermatologhe italiane. «Riguarda cinque donne su 100 e, negli ultimi anni, il fenomeno è raddoppiato». Il meccanismo alla base di questo inestetismo è lo stesso dell’acne giovanile: un’iperproduzione di sebo che favorisce lo sviluppo, all’interno del follicolo ostruito, del batterio P. acnes, responsabile dell’infiammazione» spiega l’esperta. Nelle donne adulte, però, l’acne si presenta in genere in modo diverso: con comedoni chiusi, papule (cioè rilievi) arrossati e, molto più raramente, con le classiche pustole, frequenti invece negli adolescenti. Ma, soprattutto, sono diverse le cause che la scatenano.

Leggi qui quali sono le abitudini che ti fanno venire i brufoli. E poi rivolgiti a un dermatologo per la terapia più adatta.

Pelle: se i brufoli vengono dopo i 30

L’hanno battezzata l’acne delle donne manager perché a scatenarla è soprattutto lo stress. Ma non solo. Anche chi fuma o ha preso tanto sole rischia qualche foruncolo di troppo

Sei sotto pressione?

Non è un caso che la fioritura di brufoli dopo i 30 anni sia stata ribattezzata “acne delle donne manager”.

«L’ansia e lo stress, tipici di chi deve gestire molte responsabilità, favoriscono la produzione di ormoni androgeni, che a loro volta stimolano le ghiandole sebacee a lavorare di più e a produrre più sebo» spiega la dermatologa. Ed è un gatto che si morde la coda perché poi è l’acne a causare ansia e nervosismo perché non ci si piace più.

Hai il vizio del fumo?

Diversi studi hanno dimostrato la stretta relazione tra acne e fumo: secondo una ricerca italiana condotta su mille donne e pubblicata sul British journal of dermatology, l’acne è presente nel 41 per cento di chi fuma contro il 10 per cento delle non fumatrici. La causa scatenane è la nicotina, che fa ispessire lo strato cutaneo più superficiale, quello corneo, provocando la formazione di punti neri e microcisti.

Hai preso molto sole?

I raggi ultravioletti, soprattutto se ci si espone senza un’adeguata protezione, a lungo andare provocano un ispessimento dello strato corneo, creando un terreno favorevole allo sviluppo dell’acne.

«Si dice che prendere il sole faccia andare via i brufoli. In realtà, migliora solo l’aspetto esteriore della pelle perché rende meno visibile il rossore. Ma poi può peggiorare la situazione» fa notare la dermatologa.

Hai cambiato crema per il viso?

Molte donne, ai primi accenni di rughe, passano a creme più grasse e nutrienti, convinte che siano più efficaci contro l’invecchiamento cutaneo.

«In questo modo, però, possono ostruirsi i pori e formarsi i brufoli. Si tratta di prodotti che possono risultare eccessivamente grassi per una pelle capace di produrre ancora abbastanza sebo» puntualizza l’esperta.

Mangi tanti zuccheri e formaggi?

Secondo molti ricercatori, una dieta troppo ricca di carboidrati (pasta, pane, dolci, ecc.), può favorire l’acne. Colpa dell’insulina, che l’organismo produce in quantità quando si assumono molti zuccheri. Si crea infatti un’alterazione ormonale che porta alla formazione di brufoli. Un meccanismo simile si innesca anche con le proteine del latte e dei suoi derivati.

Ti sei già curata per l'acne ma senza successo?

A volte i prodotti classici per la cura dell’acne, come gli antibiotici o le creme con derivati della vitamina A (come i retinoidi) non sono adatti per le forme tardive. «Dopo una certa età, la pelle diventa più fragile e sottile e usare prodotti aggressivi, spesso per mesi, può addirittura essere controproducente» spiega la dottoressa Capezzera.

In questi casi funziona meglio la fototerapia led. Il paziente si espone per 20-30 minuti davanti a una lampada che emette particolari lunghezze d’onda (ma non è un laser). Questa luce, che può essere di colore blu o rosso a seconda della profondità delle lesioni, rende attive delle sostanze, le porfirine, prodotte dallo stesso batterio P. Acnes. Ma che hanno la capacità di distruggere il germe. La cura con la luce non richiede l’uso di farmaci (per questo si può utilizzare anche in gravidanza) ed è indolore. Nel giro di qualche giorno i brufoli si “asciugano”.

Le sedute con la luce blu sono settimanali e costano circa 70 euro ognuna (un ciclo di cura dura uno, due mesi). Quelle con la luce rossa costano circa 200 euro l’una, tra una e l’altra si lascia passare un mese e se ne eseguono tre in tutto.

Acne e brufoli: cosa fare

● Chiedi al medico di prescriverti integratori probiotici a base di bifidus bacteria: secondo alcuni studi aiutano a migliorare le condizioni della pelle.

● Tieni un diario alimentare: potrai segnalare al dermatologo se noti un collegamento tra l’assunzione di alcuni cibi e il peggioramento dell’acne.

● Sì al make up, ma con prodotti specifici per pelli acneiche, oil free, che aiutano a regolare la produzione di sebo.

Acne e brufoli: cosa non fare

Non spremere i brufoli. C’è una forma di infiammazione chiamata proprio skin picking acne provocata da questa abitudine negativa che diventa una specie di “tic”.

● Non esporti alle lampade Uv pensando di migliorare la situazione; in realtà aumentano la formazione di comedoni.

● Non abbandonare di tua iniziativa le cure. L’acne tardiva guarisce ma richiede costanza e tempi lunghi: dai quattro agli otto mesi.

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dmbeauty

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