Punto vita

Maniglie dell’amore: il nome poetico non mi ha aiutato ad accettarle, odioso pedaggio per aver varcato la soglia degli “anta”. E visto che mettermi a dieta e iscrivermi in palestra non è stato sufficiente, mi sono rivolta a un medico estetico che mi ha proposto la lipolisi con la fosfatidilcolina. dai, non fare quella faccia. Ti racconto come è andata.

(testimonianza di Clara Mancini)

I trattamenti estetici che assottigliano il punto vita

Le chiamano “maniglie dell’amore” ma di sexy hanno ben poco. Per eliminarle una lettrice ha deciso di ricorrere al medico estetico. Qui racconta come è andata

Per un punto vita da pin up

Per ha un vitino da vespa e per chi non è una XS: la cintura adatta ad ogni forma

Vediamo nello specifico come funziona la cavitazione, o osmosi ultrasonica

La lipolisi: dieci minuti di punturine

L’assistente dello specialista mi fa firmare un consenso informato in cui dichiaro di non soffrire di malattie particolari. Non servono esami preliminari perché questa tecnica, se si gode di buona salute, non presenta controindicazioni.

Prima di iniziare, mi viene misurata la circonferenza addominale per poter fare un confronto alla fine del trattamento. Il medico mi dice che avrò bisogno di 4 sedute, una al mese, per avere un buon risultato e mi illustra come agisce la fosfatidilcolina. «È una sostanza presente nelle membrane che circondano le cellule adipose» mi spiega mentre prepara la siringa. «Iniettata nei cuscinetti da eliminare, provoca una particolare reazione: dovendo trovare posto nelle membrane cellulari, la fosfatidilcolina si fa spazio comprimendo gli adipociti. E il grasso che contengono, strizzato, fuoriesce».

Detto questo, il medico inizia a fare le iniezioni in vari punti sulla pancia, circa una dozzina. Le punture non fanno male perché sono sottocute. In dieci minuti è tutto finito.

Gli effetti collaterali della lipolisi

Mi aveva avvisato: tra gli effetti collaterali immediati avrei potuto avere una sensazione di prurito, delle ecchimosi nei punti delle iniezioni e un po’ di gonfiore, dovuto alla reazione degli adipociti che inizialmente si dilatano. In effetti, la sera stessa, inizio ad avvertire un po’ di pizzicore e noto che sulla pancia la maglia si solleva più del solito, così mi guardo allo specchio: il gonfiore mi fa sembrare incinta di sei mesi!

Un po’ perplessa vado a dormire (a pancia in su) e prima di addormentarmi mi faccio un lungo massaggio, come mi ha consigliato il medico, con una pomata contro gli ematomi. Questo serve anche a distribuire meglio la sostanza iniettata. Per il resto non serve nessun’altra precauzione, solo niente strapazzi per un paio di giorni.

I primi risultati

La pancia a palloncino mi dura tre giorni, poi tutto torna nella norma. Riprendo anche a fare qualche esercizio di addominali, giusto per contribuire alla causa. E bevo molto, due litri di acqua al giorno, come mi è stato raccomandato, per favorire l’eliminazione dei lipidi. Una volta in circolo, infatti, vengono smantellati dal fegato e poi eliminati con le urine. Continuo a massaggiarmi tutti i giorni e gli ematomi che si erano formati lentamente svaniscono.

Dopo tre settimane, inizio a notare qualcosa di diverso: il grasso sulla pancia sembra meno compatto, come se si stesse sciogliendo. Ma aspetto l’appuntamento successivo, qualche giorno dopo, per la valutazione del medico.

Giudizio finale sulla lipolisi

Meno quattro centimetri nel giro vita: è il responso dello specialista, che mi lascia molto soddisfatta. E così, di buon grado, mi stendo sul lettino per il secondo trattamento che, per fortuna, ha effetti collaterali molto più sfumati rispetto al primo, e così per i successivi due. Questo perché le iniezioni, mi spiega il medico, sono meno profonde dal momento che lo strato di grasso si sta via via assottigliando.

Adesso, dopo la quarta seduta, il metro mi dice che ho perso dieci centimetri in totale. I jeans non stringono più e sto pensando di sostituire buona parte del mio guardaroba. Uno sfizio che voglio concedermi, tanto più che la spesa per la lipolisi non è stata una follia: 800 euro in tutto. Certo, se dovessi ricominciare a mangiare male, mi ha avvertita il dottore, la ciccia ritornerebbe e addio vitino di vespa. Ma non ho nessuna intenzione di ricascarci.

Altri trattamenti per il punto vita

La medicina estetica propone altre tecniche per eliminare i cuscinetti localizzati. Ecco le più utilizzate.

1 La criolipolisi scioglie i grassi con il freddo: un apparecchio aspira e raffredda gli accumuli di grasso a circa -7 °C. Le cellule adipose muoiono e i grassi vengono eliminati nel giro di 1-2 mesi. Occorrono 4 sedute da circa 800 euro l’una.

2 Con la laserlisi si usa un fascio luminoso per liquefare i grassi che vengono poi aspirati. In una seduta (700 euro circa) o due si ottengono risultati permanenti.

3 La cavitazione sfrutta ultrasuoni a bassa frequenza per fare implodere gli adipociti, poi smaltiti con le urine. Servono circa 10 sedute da circa 130 euro l’una.

Le creme che riducono i cuscinetti

1. Si può utilizzare direttamente sulla pelle oppure nell’acqua della vasca 439A Essence Minceur di Maria Galland (39,50 euro, in istituto), un concentrato snellente a base di caffeina ed estratto di tè verde.

2. Agisce sul punto vita favorendo l’eliminazione dei grassi Perfection Corps Soin Performance Minceur di Ingrid Millet (70 euro, in istituto). La formula racchiude anche estratti di aloe vera e loto bianco rassodanti.

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